“Esigo molto da me, e vivo male il non raggiungere i miei standard (autoimposti)”. Non saprei dire se l’ho sentito o pensato più volte. Pretendo molto da me stesso, e allo stesso modo alcune delle persone più interessanti ed intelligenti che conosco convivono con questo disagio. O meglio…
Loro convivono con tale disagio. Io…mmeeh, insomma. Ne prendo atto. Probabilmente perché sono più pigro (e fortunato) di quanto non sia esigente. Molto di più. E, pensandoci un momento, mi è tornato in mente un simpatico episodio della mia vita al liceo.
Per quattro anni le due ore di ginnastica erano state uno sfogo. Semplicemente uno sfogo. Calcetto, ping pong, frisbee, pallavolo. Qualsiasi cosa andava bene. Ho avuto anche dei professori di ginnastica. Tipo in quarta. Prima erano più…adulti che controllavano che nessuno si facesse male. Ottimo ricordo della prof del primo anno, una simpatica signora che riusciva in mezza palestra a farci giocare a dieci cose diverse; esilaranti ricordi di quello del terzo anno (all’appello rispondevamo “prega per noi”, a basket facevamo canestro facendo rimbalzare la palla per terra, alla festa di fine anno l’ho visto mezzo affogare quando degli studenti più grandi gli hanno ribaltato un bidone di acqua addosso…). In quarta è arrivato un vero professore. Che ovviamente, in quinta, ha anche deciso di dare dei voti basati su qualcosa di concreto: prove, esercizi, partite.
Grande giro di parole per arrivare all’esercitazione di salto in alto. Ora…non ho mai avuto una gran elevazione (su 12 anni di pallavolo ne ho passati 5/6 a fare il libero), ma quel giorno la dea bendata ce l’aveva con me.

Iniziamo. Su 20/25 persone, ad ogni 5 cm in più non riuscivano a saltare fino a lì almeno 3 o 4. Avevamo un paio di salti di prova. Dopo una ventina di minuti restiamo in 7. Le cose si fanno difficili. Entra in gioco l’abilità del sottoscritto (il culo).

Essendo l’asticella di questo tipo, quindi non un unico tubo/palo flessibile, anche sfiorandola c’era una possibilità di non farla cadere. Gli ultimi 20 cm (ben tre salti!) li ho fatti andandoci a sbattere in pieno, a volte strisciandoci proprio sopra. Mai caduta. Sono arrivato secondo, dietro solo ad un ragazzo con 2 anni e 20 cm in più.
Ecco. Ecco il mio rapporto con i miei standard qualitativi: tengo alta l’asticella, la alzo addirittura, a volte, e, inspiegabilmente, li raggiungo! O magari no, ma sono talmente vicino all’atarassia che campo bene lo stesso. Qualcuno diceva che gli idioti non hanno vere preoccupazioni…
