Best of febbraio 2022

Non è che sia scritto da comunisti, è che quando si parla di economia diversi autori sparano quasi a zero sul neoliberismo…

Se gennaio (https://cartesparse.home.blog/?p=210) era stato tutto orientato verso romanzi e letteratura varia, con anche una breve incursione nelle grapich novel con zerocalcare (ché a piccole dosi fa proprio bene), febbraio è stato un mese all’insegna della saggistica!

La grande regressione, curato da Heinrich Geiselberger –caldamente consigliato da mio babbo-, mi ha rinforzato nella mia avversione per il sistema neoliberista, mentre Samurai: una breve storia di Michael Wert, simpatico professore associato esperto di estremo oriente, mi ha aiutato ad approfondire un argomento su cui torno con una certa regolarità.

La figura del samurai, senza ombra di dubbio anche a causa di Hollywood, mi attira parecchio. E poi leggerei anche le offerte del Conad edite dal Saggiatore

Se devo dire cosa mi è rimasto di più, però, cambiamo leggermente coordinate geografiche per spostarci in India con Arundhati Roy. Azadi (libertà, in urdu). E…niente: da buon occidentale, europeo e (diciamocelo) buon italiano non ho la minima idea di cosa succeda fuori dal mio giardino. Sì, cerco di avere un occhio sulla Palestina, e la guerra in Ucraina non mi lascia indifferente; negli anni ho captato qualcosa delle guerre in sud Sudan, sui monti Nuba, e su vari conflitti sparsi per il mondo. Ma questo…

Sì, la dicitura “fascismo” è calzante

Dell’India, lo ammetto, sapevo quel poco che dicono a scuola: le caste, Kim di Kipling, gli intoccabili…fine. Non che adesso sia un esperto, ma leggere delle situazioni quasi orwelliane dell’India dei nostri giorni mi ha un po’ sconvolto. Niente, tutti dovrebbero leggerlo. Poi magari lo si giudicherà di parte, lo si rigetterà perché è inaccettabile per la nostra mentalità, o perché l’India è nel nostro immaginario questo lontano e massiccio blocco da cui provengono -esclusivamente- venditori di rose o gente strapiena di soldi e non possiamo permettere di rompere questa rassicurante immagine…però va letto. Magari non quello, ma bisogna farsi un’idea di cosa succeda in un territorio grande dieci volte l’Italia e a 13 ore d’aereo, perché è inquietante. E non parlo solo del Kashmir.

p.s. tra le novità in biblioteca ho pescato una piccola perla e mi sono innamorato dell’atmosfera creata dall’autrice

Best of gennaio 2022

Dunque dunque…sono tornato a scrivere su wordpress pensando ai libri che ho letto e sto leggendo, quindi vediamo di mettere in fila due parole per ripensare a quelli che mi hanno accompagnato a gennaio. Niente di serio, non una lista per tirarmela ma un rimasticarli, riportarli alla memoria.

Uno dei titoli che ho apprezzato di più è stato il mio (quasi) primo cappa e spada, Il capitano Alatriste di Arturo Pérez-Reverte. Buon ritmo, personaggi e paesaggi dipinti rapidamente ma non in maniera sbrigativa. Scene d’azione grintose e precise, senza troppi fronzoli.

Dello stesso autore avevo letto qualcosa qua e là, tra i racconti da reporter di guerra e un altro brevissimo racconto di ambientazione storica, ed era uno stile che mi era davvero piaciuto. Asciutto, essenziale. E, a distanza di tempo da quando ne avevo sentito parlare la prima volta, mi ricorda dell’esistenza di 7th Sea, gdr dell’anno nel 2017 a tema piratesco/cappa e spada, che tra una cosa e l’altra non ho mai avuto modo di provare…

Altra meraviglia che avevo in lista da un pezzo e finalmente ho preso in prestito è il primo romanzo di Kurt Vonnegut, Piano meccanico. Un capolavoro, l’ho adorato. Non sono mai stato un grande consumatore di fantascienza, ma Black Mirror mi ci ha riavvicinato negli ultimi anni. Ne vale la pena. In certi momenti mi ha ricordato 1984, ma con un’atmosfera più leggera e un finale forse più amaro.